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Itinerario di interesse storico-archeologico |
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Il
paesaggio è reso suggestivo dall'ampia panoramicità che si gode dalle
zone più elevate del versante, da dove si può spaziare lungo tutta la
valle del Fitalia dalle cime alte dei Monti Nebrodi alla costa del mar
Tirreno. |
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Sovrasta il vecchio paese di Castania questo rovinato castello, nel centro del quale sorgeva un'alta torre di ottima costruzione. Serviva di dimora ai dinasti, di difesa al paese, di carcere ai rei e di tortura agli imputati, i quali venivano tormentati o a cavalcioni ad una trave, in fondo alla torre con forti pesi pendenti ai piedi, o messi in una stanzetta come in un forno, ove da un buco s'immetteva il fumo e il fetore di escrementi bruciati e simili lordure, o innalzati con violenti scosse ad una carrucola, legati ad una lunga fune, che li tenea stretti per i polsi uniti di dietro. La strada vicina porta il nome di questo sotterraneo carcere, e chiamasi: sotto la carrucola. Ebbe nome di castel Castano, come dice una antica tradizione registrata dall'arciprete dott. Vassallo, di cui rimangono alcuni cenni storici. Cadde con il mero e misto impero, anche opera degl'impiegati che prima ospitava. [...]. Fra i ruderi è un muro di prospetto ancora esistente in buono stato; vestigia tutto intorno dell'antica magnificenza; resti delle carceri e dei luoghi di supplizio. Nel centro una dimezzata torre, con scala a chiocciola in un angolo a ponente, che metteva ai piani superiori, costruita nel solo spessore dei grossissimi muri. (dizionario illustrato dei Comuni Siciliani) |
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La chiesa di San Nicolò di Bari (particolare nella foto), fu un tempo la chiesa madre di Castania. Essa è antichissima. Nicolò arcivescovo di Messina con suo privilegio nel 1178 concede questa chiesa e quella di S. Caterina all'abate dell'abbazia benedettina di Maniace, ed i monaci ad essa destinati amministravano i sacramenti. Il paese divenne greco nel culto, è dedicò il suo miglior tempio a S. Nicolò [...], finché una mattina si trovarono aperte le chiese, spogliati gli altari e i monaci fuggiti col bottino dei sacri arredi. I castanesi tediati dalla cattiva condotta dei monaci di Maniaci , e temendo il loro ritorno alle abbandonate cure, trascurarono queste chiese e fabbricarono la nuova chiesa madre, in un punto più centrale. |
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Chiesa di San Vincenzo Ferreri
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Il santo patrono di Castania (Castell'Umberto) fu prima la concittadina S. Marina ed in seguito S. Vincenzo Ferreri, che si venera tutt'ora. (si festeggia in fatti il 4 e 5 Aprile, il 26-27 e 28 Agosto e il 28 Dicembre). Predicava in Catania il beato Giovanni Pistoia, domenicano, e le sue prediche producevano copiosi frutti spirituali. Tutti vi accorrevano a folla e fra gli altri alcuni castanesi che per loro negozi si trovavano in quella città. Rimasero costoro commossi dalle affascinanti parole di quel servo di Dio e lo pregarono di volersi benignare visitare la loro patria nel giro della sua missione. Accetto il beato e si recò a Castania. L'annunzio della Parola di Dio fece gran frutti nella popolazione. Il beato in una delle sue prediche narrò i miracoli che il nostro Signore aveva operato ed operava ad intercessione di S. Vincenzo Ferreri, di fresco canonizzato, e propose ai castanesi di eleggerlo per loro patrono, assicurandoli che ne avrebbero sperimentato una valevole protezione in tutti i bisogni. Terminata la missione il Beato Pistoia (discepolo e molto devoto di S. Vincenzo) si partì da Castania. Arrivato al promontorio chiamato Caloì in vista del popolo, che piangendo l'accompagnava, fece l'ultima sua predica [...] e aggiunse: Guardate, io tiro questa pietra , vedete dove va a fermarsi, ed ivi alzerete un convento del mio ordine a S. Vincenzo Ferreri, che sperimenterete più valevole di quanto io v'abbia predicato. Cosi dicendo rotolò dal quel promontorietto la pietra e se ne partì. Ritornati i castanesi segnarono il luogo dove s''era fermata la pietra rotolata da Caloì, ed ivi eressero il convento ed una chiesa, sostituita in seguito dal maestoso tempio, che costò ai devoti castanesi trentamila scudi. |
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La chiesa di San Francesco d'Assisi
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Sita nell’omonima
contrada essa fu costruita sui resti di una Chiesa precedente, che
comprendeva la Sagrestia e parte della Chiesa attuale, ad un livello di
circa tre metri più basso, presumibilmente nel 1574, anno della
fondazione del Convento dei Minori Conventuali annesso alla chiesa
medesima; essa fu restaurata nell’anno 1633 ad opera di certo frate
Bernardino della compagnia di Gesù, come si legge nella trabeazione del
primo altare di sinistra; la chiesa costruita da maestranze locali, fa
parte di quella architettura paesana spontanea che si riscontra in
molte parti della Sicilia, a in questa è evidente il contrasto tra la
semplicità francescana del prospetto e la ricca decorazione pittorica e
scultorea dell’interno, dell’abside e della sagrestia. |
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La chiesa della Vergine e Martire Santa Barbara esisteva nel 1472, si ignora però l'anno preciso della sua fondazione. Al suo interno si trovavano, tre altari, atti alla celebrazione della S. messa, cioè il primo dedicato alla gloriosa S. Barbara, il secondo a S. Gaetano, e il terzo a S. Lucia. Nella sacrestia si conservavano i registri parrocchiali, gli argenti e i paramenti. L'altare maggiore, ospitava un grande quadro di circa 6 metri di altezza raffigurante il martirio della Santa, completavano l'arredamento sacro un'altra statua di S. Barbara di circa 2 metri e un quadro di S. Bartolomeo. La facciata conteneva in una nicchia di pietra una piccola statua di S. Barbara che oggi si trova incastonata nella torre campanaria della nuova chiesa Madre di Castell'Umberto.Nel millecinquecento?! i padri Domenicani, sotto l'aspetto di volerla sostituire alla loro chiesa cadente procurarono di averne il possesso dall'Arciprete don Paolo Rizzo (parroco dal 1558 al 1582), ma la concessione non avvenne. Durante i lavori della chiesa madre di Castania, dal 28 gennaio 1902 funzionò da parrocchia. In seguito, quando la chiesa madre fu abbandonata a causa delle frane servì da magazzini, lì furono messi i quadri e altri suppellettili. Oggi spicca per raffinatezza d'arte il campanile. Lavorato in pietra maiolica di Naso, con cromia giallo-ferracia in terracotta. Queste pietre, costituivano le cuspidi policrome di numerosi campanili attestanti in questa zona dal '500 al '700, la cui tipologia, piuttosto diffusa in area siciliana, sembra tuttavia risalire ad epoca più antica. La chiesa chiusa da diversi anni per restauri a cura della Soprintendenza ai Beni Culturali è stata consegnata alla Parrocchia il 6 agosto 1999
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La chiesa di Santa Barbara
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| Itinerario naturalistico-ricreativo | ||
| Il parco sub-urbano, posto a monte del paese a circa 2 Km, offre meravigliosi panorami e spazi verdi posti su una collina di cui si gode un inebriante panorama. Insieme ai benefici di una natura incontaminata, qui si trovano strutture ideali per una vacanza rilassante ed allo stesso tempo allegra. E' possibile effettuare ecologiche passeggiate e lunghe cavalcate, che danno l'opportunità di sentirsi in simbiosi con la natura. Facile diventa anche preparare allegre scampagnate grazie alla presenza di tavoli e barbecue. Merita una visita il laghetto, con una fauna molto ricca, cigni, papere anatre; qui con un pò di fortuna è possibile ammirare anche qualche esemplare di uccelli migratori che si fermano a ristorarsi. Nel laghetto è possibile praticare anche la pesca sportiva. Completa il parco un galoppatoio e annesso maneggio di proprietà del comune e alcuni esemplari di Cervi e daini. | ||
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